Città invasa dai rifiuti (guarda il video!). Il sindaco Ferrante valuta l’uscita dall’Ato
Dopo l’insediamento del commissario ad acta, ing. Nicola Russo, inviato dalla Regione per recuperare le somme relative (circa un milione di euro) al pagamento del servizio di raccolta dei rifiuti per il 2011, il Comune valuta soluzioni clamorose per venire fuori dall’impasse.
La cifra rappresenta una parte delle somme (5 milioni) che gli utenti adraniti dovrebbero pagare per coprire i costi dei servizi sui rifiuti. Considerato che ad Adrano le bollette relative alla spazzature vengono pagate solo dal 26% degli utenti, i conti non tornano mai: spetta pertanto al Comune farli quadrare. Il Comune, solo nel 2011 ha già versato due milioni di euro nelle casse dell’Ato 3.
Il sindaco Ferrante contesta però il commissariamento, ritenendo non dovuto quest’ennesimo prelievo dalle casse comunali, annunciando iniziative clamorose. “Siamo alle solite – ha scritto in una nota Ferrante – la macchina tritasoldi denominata Ato, piuttosto che verificare che i servizi siano resi come da capitolato, creare le condizioni per far abbassare il costo complessivo del servizio e chiedersi perché la differenziata non parte o perché è partita con enorme ritardi, preferisce sollecitare l’insediamento di commissari che dovrebbero rastrellare ciò che non c’è. Impugneremo il decreto di nomina”.
Stessa situazione a Santa Maria di Licodia, dove nelle scorse settimane si era insediato un altro commissario della Regione, il dott. Nicola Russo, dipendente del Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti, anch’egli chiamato a recuperare i crediti vantati dalla Ato Ct3-Simeto Ambiente nei confronti dell’Ente locale. In questo caso, la somma da prelevare sarebbe stata vicina ai 400 mila euro. Tuttavia, dopo l’insediamento di Russo, l’Amministrazione comunale, assistita dall’avv. Agatino Cariola, ha presentato ricorso al Tar, impugnando il decreto di nomina ed invocando la sospensione dello stesso e degli effetti che potranno produrre gli atti consequenziali posti in essere.
A questo punto, si cercano soluzioni per un’emergenza che si ripete, ciclicamente, ormai da anni. Avanza con forza, per il Comune, l’idea di abbandonare l’Ato e cogliere l’opportunità dei progetti sperimentali per la creazione di miniconsorzi ai quali affidare la gestione del servizio sui rifiuti. Lo scorso martedì, il sindaco, ha espresso tale proposito nel corso di un incontro al quale avrebbero dovuto partecipare i rappresentanti di altri tre Comuni etnei: i sindaci di Biancavilla, S. Maria di Licodia e Ragalna.
Alla riunione si sono però presentati solo rappresentati del Comune di S. M. di Licodia, l’assessore Enrico Caruso e il geom. Nunzio La Marca. Assenti invece Biancavilla e Ragalna.

Ferrante ha preso spunto dall’ordinanza del commissario presso il Dipartimento regionale delle Acque e dei Rifiuti, Raffaele Lombardo, che all’articolo 3 parla di “progetti territoriali sperimentali”. L’incontro era finalizzato a capire la percorribilità del progetto, acquisendo le informazioni necessarie per l’eventuale costituzione del mini-consorzio. A tal proposito, una delegazione si recherà alla Regione per incontrare i responsabili dei progetti.
«Noi sindaci – dice Ferrante – non possiamo ignorare questa opportunità di ipotizzare una fuoriuscita dall’Ato. L’incontro è servito a capire chi nel nostro territorio intende intraprendere questo percorso. Con la delibera abbiamo tracciato la volontà dell’amministrazione che verrà trasformata in atti dai nostri funzionari. Non sarà una passeggiata, il sistema è organizzato affinché tutto rimanga inalterato: questa iniziativa non fa piacere perché tenta di scardinarlo.

A questa situazione, già esplosiva, si aggiunge il nodo del pagamento degli stipendi di ottobre ai netturbini che, nonostante diverse assemblee sindacali, rimangono in attesa di conoscere il loro destino. Nella giornata di ieri, gli operatori ecologici di Adrano, insieme a quelli del cantiere di Santa Maria di Licodia (i soli tra i 18 Comuni della Simeto Ambiente a non avere ricevuto le spettanze economiche), considerata la mancanza di garanzie, dopo aver interrotto nei giorni scorsi il lavoro straordinario, hanno deciso di incrociare le braccia.
Un malcontento crescente che ha prodotto risultati ben visibili nel territorio adranita: cumuli di rifiuti sui marciapiedi e soprattutto discariche abusive in varie zone periferiche, anche davanti a luoghi sacri, come il cimitero (foto a lato).
Altra discarica e altro degrado anche in via Tommaso D’Aquino, anche qui una lunga striscia di spazzatura che degrada soprattutto il muro di un istituto scolastico, il “Branchina”.

fonti: quitidiano La Sicilia, TVA
video: gentile concessione di Vincenzo Castro
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