Tony Zermo su La Sicilia del 23/05/2010

Quello dello smaltimento dei rifiuti è prima di tutto un problema sociale, poi un problema politico che si intreccia con le infiltrazioni mafiose. La sofferenza sociale è davanti agli occhi di tutti, per passare davanti alle montagnette di spazzatura disseminati ovunque bisogna tapparsi il naso mentre i turisti che si arrischiano a venire da noi non li rivedremo mai più.
Poi c’è la questione politica della dichiarata rinuncia al programma dei quattro termovalorizzatori sia perché sovradimensionati al doppio delle necessità della popolazione con la prospettiva di imbarcare anche i rifiuti di altre regioni e sia per le ingerenze mafiose denunciate dal governatore Lombardo alla magistratura. L’esclusione dei termovalorizzatori, sostenuta fortemente anche dal Pd, ha dalla sua delle buone ragioni essendo state violate le regole di trasparenza e di correttezza delle procedure, ma non tiene conto della realtà. Oggi in Sicilia quasi tutte le discariche sono al collasso, quella di Bellolampo alle porte di Palermo «galleggia» su un lago di pergolato di 10 mila tonnellate di liquido inquinante che aggredisce le falde acquifere. Nel Trapanese con le discariche sature gli autocompattatori debbono percorrere 217 chilometri per riversare la spazzatura nel paesino messinese di Mazzarà Sant’Andrea. Il tutto mentre la raccolta differenziata è passata da 1,9% al 6,6%. Ma anche se la differenziata arrivasse al 50-60% resterebbe pur sempre qualcosa da incenerire. Da qui la necessità dei termovalorizzatori, certamente non «quelli», certamente più piccoli e più avanzati, ma non si può risolvere il problema aspettando che cresca a dismisura la differenziata senza avere un piano preciso.
Ora siccome questo per i siciliani è un problema vitale, colpevolmente trascurato negli anni, si finisca con i mal di pancia dei politici, il governo Lombardo decida finalmente di affidarsi al governo nazionale e alla Protezione civile, come suggeriamo inutilmente da molti mesi. Non presumiamo di trovare da soli soluzioni diverse da quelle adottate da altri. I termovalorizzatori funzionano al centro delle città più civili d’Europa e non puzzano. E quanto alla mafia ci sarà pure modo di fronteggiarla con procedure rigorose e magistrati attenti. Non possiamo fermarci sempre davanti a tutto per paura della mafia.

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