Non sono mancate le polemiche durante il Consiglio Comunale dello scorso 29 dicembre. A scatenare l’ormai ripetitivo battibecco tra consiglieri di maggioranza e di opposizione è stata la mancata trattazione del punto all’ordine del giorno relativo al “Programma costruttivo cooperative Celad e La Villetta, approvazione in variante”.
La seduta, dopo ripetitivi pareri tecnici richiesti, è stata sciolta per mancanza di numero legale, alimentando polemiche da parte dell’opposizione e disappunto da parte di chi, dopo oltre dieci anni, attende ancora di capire se può finalmente fruire a proprio piacimento di una sua proprietà! A tal proposito erano presenti in aula le signore Politi, proprietarie del terrenno “incriminato”, a cui va il nostro pieno sostegno.
Tralasciando i soliti comunicati che ormai avrete sentito e/o letto in tutte le salse, osservando da spettatori le dinamiche del Consiglio, troviamo azzaccatissima la definizione di “Sconsiglio Comunale” che qualche tempo fa era stata attribuita al civico consesso: c’è chi al momento opportuno (per lui ovviamente!) abbandona l’aula, ci sono nemici un tempo amici che si insultano in maniera poco velata, c’è chi recita credendo di essere a teatro… Ma fin qui nulla di nuovo, direte!
Le novità stavolta sono state rappresentata dall’assenza del direttore/segretario generale e della giunta nella quasi totalità (presente solo l’ass. Neri) e, cosa più importante sul piano politico, dal fatto che la maggioranza non abbia avuto i numeri per sostenere un atto che essa stessa aveva portato in Consiglio con iter urgente. La maggioranza si è giustificata affermando che era stato richiesto il rinvio dell’argomento per consentire un maggiore approfondimento tecnico dell’atto. C’era bisogno di tanta urgenza allora?
In ogni caso, al di là della “confusione” che sembra essere l’unica protagonista all’interno dell’aula consiliare, ci chiediamo se non stiano cominciando ad emergere le prime crepe all’interno di una coalizione che sembra adesso essere “troppo eterogenea”, con alcuni dei nuovi “innesti” che pongono un pesante punto interrogativo sulla reale possibilità di segnare una svolta in positivo per la nostra città.

Fonte: La Sicilia

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