Candidati alla Camera gli adraniti Aldo Di Primo, Federico Floresta e Andrea Neri ma con possibilità di elezione praticamente nulle. 
Nel computo dei seggi, il Pd potrebbe eleggere tra 17 e 19 deputati. Al Senato, stando ai sondaggi, il Pdl potrebbe conquistare anche il premio di maggioranza, che significa 11 senatori. 
Ieri, alle 20, è scaduto il termine per la presentazione delle liste per le politiche del prossimo febbraio. Avrete sicuramente letto delle sorprese che hanno caratterizzato lo scenario nazionale, con presunte sparizioni (e successive ricomparse) di liste (e candidati) a poche ore dal termine previsto.
A livello locale, il quadro era per lo più delineato. Hanno dunque trovato conferma i “rumors” di candidature per volti più o meno noti della politica cittadina e locale. Andiamo, con ordine, a cercare di capire quali reali possibilità di elezioni abbiano, provando a delineare il numero di parlamentari nazionali che verranno eletti in Sicilia.
Partiamo dalla Camera dei Deputati. La Sicilia eleggerà 52 deputati. La legge elettorale distribuisce i seggi attraverso un sistema proporzionale con premio di maggioranza che, alla Camera, è su base nazionale (al Senato invece è su base regionale): per accedere a Montecitorio, ogni lista non inserita in coalizione deve superare la soglia di sbarramento del 4%. Nel caso in cui la lista in questione faccia invece parte di una coalizione che supera il 10%, è necessario andare oltre il 2% per essere ammessi al riparto dei seggi. E’ ammessa alla distribuzione dei seggi anche la lista con più voti fra quelle rimaste sotto la soglia di sbarramento del 2% in seno alle coalizioni. 
Ecco chi, secondo gli analisti, potrebbero essere gli eletti. 
  • Nel Centrosinistra, dato dai sondaggi nettamente in testa alla Camera, il Pd potrebbe ottenere tra i 17 e i 19 seggi. Nella prima ipotesi, nove provenienti dalla Sicilia occidentale e otto da quella orientale. Tra i papabili per il collegio “Sicilia 2″, dunque, buone possibilità di elezione per Flavia Piccoli Nardelli, Giuseppe Berretta, Francantonio Genovese, Giuseppe Lauricella, Fausto Raciti, Giuseppe Zappulla, Maria Gaetana Greco, Luisella Albanella, Maria Tindara Gullo. In corsa anche il parlamentare uscente Giovanni Burtone, decimo in lista. La coalizione di centrosinistra, poi, dovrebbe portare in Parlamento un paio di deputati di Sel: la partita è tra la capolista Laura Boldrini, Erasmo Palazzotto e Sofia Martino. In bilico anche il Centro democratico, con Carmelo Lo Monte (ex Mpa e Idv).
  • Nel centrodestra, sembra verosimile l’elezione di 14 deputati. Undici dovrebbero arrivare dal Pdl, cinque dalla Sicilia occidentale e sei dal collegio Sicilia orientale. In quest’ultimo caso, i nomi sarebbero quelli di Antonio Martino, Stefania Prestigiacomo, Giuseppe Castiglione, Antonio Minardo, Basilio Catanoso e Vincenzo Garofalo. In bilico, dunque, Alfio Papale, ex sindaco di Belpasso (rimasto fuori dall’Ars), settimo. Alla coalizione di centrodestra andrebbero altri tre seggi, destinati ai partiti che hanno raggiunto il 2% su scala nazionale o si sono piazzati come prima forza sotto quella quota. In lizza, così, potrebbero essere Pippo Fallica (Sicilia Occidentale) o Scammacca della Bruca (Sicilia Orientale) per la lista Grande Sud-Mpa, Gianpiero Cannella o Emanuele Passanisi (Fratelli d’Italia), Paolo Ruggirello (Mir) e Ruggero Razza (La Destra). Nessuna possibilità, dunque, per gli adraniti in corsa: gli ex assessori Aldo Di Primo (settimo in lista La Destra), Andrea Neri (diciottesimo in lista Fratelli d’Italia) ed il consigliere Federico Floresta (undicesimo in Lista Grande Sud/Mpa). Candidature da “riempilista”, dunque, sintomo della scarsa considerazione di cui gode la politica adranita nello scenario regionale. Mario Cantarella, ex sindaco di Biancavilla, è invece nono in lista Fratelli d’Italia: ufficiale dunque l’abbandono del Pdl ma anche per lui speranze pressoché nulle.
  • Per il centro, la lista Scelta Civica di Monti potrebbe portare in Parlamento 6 deputati. Probabili Andrea Vecchio, Roberto Visentin, Gennaro Iorio, Gea Schirò Planeta, Ettore Artioli, Gianni Baratta. Due o tre deputati potrebbero essere eletti tra le fila dell’Udc (in seria difficoltà nei sondaggi): certo il coordinatore regionale Gianpiero D’Alia, a giocarsi un seggio Ferdinando Adornato, Giovanni Pistorio e Salvo Di Salvo. Al 13mo posto in lista, l’ex consigliere comunale di Paternò (e candidato sindaco alle ultime amministrative) Nino Naso, che ha da poco lasciato il Mpa.
  • Dieci possibili deputati potrebbero essere portati in Parlamento dal Movimento Cinque Stelle. In corsa (tra Sicilia Orientale ed Occidentale) ecco Giulia Grillo, Tommaso Currò, Maria Marzana, Marialucia Lorefice, Francesco D’Uva Gianluca Rizzo, Riccardo Nuti, Giulia Di Vita, Chiara Di Benedetto, Loredana Lupo, Azzurra Cancelleri, Claudia Mannino e Giuseppe Lo Monaco. 
  • Incerta la posizione di Rivoluzione Civile. La lista di Ingroia deve infatti conquistare il 4% su scala nazionale per ottenere l’ingresso in parlamento. In quel caso, considerato il fatto che lo stesso Ingroia è ineleggibile in Sicilia, sono in corsa Franco La Torre e Fabio Giambrone.

Al Senato la Sicilia invierà 25 parlamentari. La soglia di sbarramento per accedere alla ripartizione dei seggi su base regionale è dell’8% per le liste non collegate. Le coalizioni che raggiungono il 20% invece ammettono al riparto tutte le liste loro collegate che superano il 3%.
Stando all’ultimo sondaggio diffuso dal Corriere della Sera, che non tiene ancora conto dell’adesione al centrodestra di Lombardo e delle epurazioni eccellenti nel Pd (Crisafulli e Papania), il centrosinistra perderebbe la Sicilia.
In quel caso, al centrodestra andrebbero 14 parlamentari. Undici per il Pdl e tre per i partiti in coalizione che abbiano raggiunto almeno il 3%: il Pdl potrebbe eleggere Renato Schifani, Simona Vicari, Giuseppe Marinello, Vincenzo Gibiino, Antonio D’Alì, Giuseppe Ruvolo, Fabio Scavone, Mario Ferrara, Bruno Mancuso, Salvatore Torrisi e Francesco Scoma. Nessuna possibilità per l’ex deputato regionale Pippo Limoli, tra i grandi delusi delle ultime regionali, 17mo in lista. Gli altri tre seggi saranno contesi da Raffaele Lombardo (Mpa), Salvatore Iacolino (Grande Sud), Salvino Caputo (Fratelli d’Italia) e Totò Cordaro (Cantiere popolare).
Cinque seggi potrebbero andare al Pd. In Parlamento andrebbero Corradino Mineo, Pamela Orrù, Venerina Padua, Amedeo Bianco e Liliana Modica. Solo in caso di vittoria si aprirebbero le porte di Palazzo Madama per Giovanni Barbagallo e Alessandra Siragusa. Aspira a qualche senatore anche il Megafono di Crocetta: uno o due se il centrosinistra non sarà in grado di assicurarsi il premio di maggioranza (Lumia e Presti).
Tre senatori potrebbero toccare a  
Scelta Civica (Rosario Sidoti, Benedetto Adragna e Mario Baldassarri) ed al Movimento cinque stelle (Francesco Campanella, Mario Michele Giarrusso, Vincenzo Santangelo).
Per Rivoluzione Civile, difficilissimo l’accesso al Senato: la lista corre da sola e avrebbe la necessità di raccogliere l’8%. I sondaggi, al momento, lo danno lontanissimo da quella quota.


fonte: LiveSicilia.it
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