PALERMO. Con l’approvazione dell’articolato del ddl sulla istituzione delle unità operative delle professioni sanitarie, sembrava che l’Ars, finalmente, avesse dato il via alle sue prerogativa di legiferare. Seriamente. Un’illusione durata solo ventiquattr’ore. Ieri, è tornata mostrare il suo vero volto di questa legislatura. All’ordine del giorno il ddl sulla disciplina dell’agriturismo in Sicilia. Subito dopo si sarebbe dovuto incardinare il Piano casa.
Approvati i primi articoli sull’agriturismo, ci si è accorti che la competente commissione legislativa ha operato in fretta, per cui il testo trasmesso in Aula è apparso piuttosto confuso. Bella scoperta. Peraltro, non si è capito bene il ruolo di una maggioranza che tale non è, costretta a subire l’incertezza del Pd e l’opposizione con qualche apertura del Pdl. Non a caso, quando ai cosiddetti «lealisti» del Pdl i conti non sono tornati e hanno capito che molti deputati del Pd si erano defilati, hanno chiesto la verifica del numero legale: la presenza di appena 38 deputati la dice lunga.
Poi, piuttosto che andare avanti per un compromesso alla luce del sole, il capogruppo del Pd, Cracolici, ha chiesto il rinvio del ddl in commissione. Se ne riparlerà in Aula martedì. Secondo Caputo (Pdl), «è evidente che, a distanza di poche settimane dal varo del Lombardoter, la maggioranza comincia ad avere delle crepe. Insorgono i primi pesanti malumori. Avevamo ragione a sostenere che si tratta di un governo che poggia su una minoranza e che non è in grado di sostenere un processo riformatore».
Uno dei punti più controversi riguarda gli edifici da utilizzare per attività agri-turistiche. Un punto qualificante, già approvato, riguarda l’obbligo di utilizzare prodotti di aziende localizzate in territorio siciliano. E’ stabilito già che rientrano fra le attività agrituristiche: l’ospitalità in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori; la somministrazione di pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di aziende agricole, localizzate in ambito regionale, ivi compresi prodotti alcolici e superalcolici, con preferenza per i prodotti biologici certificati, tipici e caratterizzati dai marchi di qualità riconosciuti dall’Ue o compresi nell’elenco nazionale dei prodotti agro-alimentari o tradizionali. Sono considerati di propria produzione i cibi e le bevande prodotti, lavorati e trasformati nell’azienda agricola, nonché quelli ricavati da materie prime prodotte dell’azienda agricola e ottenuti attraverso lavorazioni esterne, comprese le carni provenenti da animali allevati in azienda.

fonte: La Sicilia
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