E’ stata intitolata ieri ad Adrano, dopo oltre 40 anni dalla morte, una piazza al poliziotto Gerlando Falzone.

Grande commozione per i familiari della vittima, originaria di Porto Empedocle e medaglia d’argento al valore civile, che nel 1968, sacrificò la sua vita in servizio per stanare un folle che, dopo aver ucciso un altro giovane di Adrano, Alfio Scalisi, centrò in pieno volto con un colpo di fucile il Falzone, provocandone la morte.

Commovente in particolare, è stato lo scioglimento del drappo che custodiva la targa intitolatrice da parte della moglie, l’indimenticata maestra Teresa Dell’Erba, e dai figli, sostenuti da fragorosi applausi dei presenti, autorità e non, nonché da un intenso e sentito discorso da parte del Sindaco Pippo Ferrante.
Numerose le autorità presenti: il questore di Catania, Salvatore Longo, il vice comandante provinciale dei carabinieri di Catania, Mario Pantano, il sindaco di Adrano, Pippo Ferrante, il vice sindaco di Porto Empedocle, Salvatore Scimè, numerose rappresentative di Polizia e Carabinieri, alcuni rappresentanti del nostro Consiglio Comunale, l’Associazione Nazionale Carabinieri, l’Associazione Reduci e Combattenti, la Misericordia. Presente altresì una delegazione della Scuola Media Guzzardi, la quale ha magistralmente eseguito l’inno di Mameli, suscitando l’apprezzamento dell’intera platea.

Duole sottolineare infine, la rumorosissima assenza, in tale solenne momento, delle scuole inferiori e superiori della nostra città. Eccezion fatta per gli alunni della Scuola Media Guzzardi, che, come appena detto, si sono prestati alla magistrale esecuzione dell’inno d’Italia, nessuna altra delegazione scolastica era presente nella piazza ad assistere. Un forte rimprovero deve essere mosso ai Dirigenti scolastici: rispettare la memoria storica di Adrano, nonché sottolineare l’impegno che ogni giorno le forze dell’ordine impiegano nel nostro territorio, pagando anche con la vita tale sfida, come nel caso di Gerlando Falzone, DEVE essere necessariamente attenzionato e inculcato nelle scuole. Devono essere proprio le scuole, fondamentali basi di educazione e legalità, a valorizzare tali “eventi”, al fine di renderli sostegno per la crescita morale dei ragazzi, futuro della nostra città.
C.V.A.