Come nel gioco del Monopoli: si comincia con una stazione o una società e poi, via via, ci si costruisce sopra un business. Un Ente Unico: Trino e Quattrino. L’affidamento in concessione della “Casa dei Bambini Sangiorgio Gualtieri” di Adrano alla cooperativa Progetto Vita – contratto per 15 anni – potrebbe essere solo il primo passo di una operazione più grande: la fusione per incorporazione delle tre Opere Pie (“Casa delle Fanciulle Gesù, Giuseppe e Maria”,  Casa di Ospitalità per indigenti e “Casa dei Bambini Sangiorgio Gualtieri”) che sono sotto il controllo e la vigilanza dell’assessorato regionale alla Famiglia. Il via libera alla fusione, dopo il Sì della casa dei Bambini e della casa di Ospitalità, è venuto dal commissario straordinario della “Casa delle Fanciulle Gesù, Giuseppe e Maria”, Carmelo Parrino. Le tre strutture, in sostanza possono diventare una cosa sola.
Incassata la disponibilità dei 3 “attori” a costituire un unico ente, la Regione Siciliana potrebbe entro la fine di quest’anno ultimare l’iter burocratico. La Regione, come tutti sanno, ha già messo cappello sul destino della Casa dei Bambini affidandola ad una cooperativa che si è impegnata a ristrutturare l’immobile (costo stimato: poco più di 200 mila euro) e a pagare 40 mila e cento euro l’anno per 15 anni. Il rappresentante legale della cooperativa, Pietro Biondi, non ha fatto mistero sull’utilizzo della “Casa”: “Non escludiamo – ha detto – di ospitarci minori extracomunitari”. Per tornare all’esempio del Monopoli, la politica – affidando ad un privato la struttura – ha già messo un paio di casette su Parco della Vittoria (sarebbe via Vittorio Emanuele, per intenderci) in previsione dell’Operazione Fusione che ingloberà in un corpo unico le tre strutture sopra citate. Ai 50 potenziali ospiti della Casa dei Bambini se ne potranno aggiungere altri 50 per “Gesù e Maria” (una volta ristrutturata la Casa delle Fanciulle) e chissà quanti altri per la Casa di Ospitalità (che attualmente ospita un gruppo di anziani). Sempre che, nel territorio, non spuntino d’incanto altre strutture riferibili alla Regione Siciliana.
I numeri dell’affare – per una durata di 15 anni – si conoscono già: oltre 12 milioni di euro per 50 minori ospitati, tenuto conto del contributo di 45 euro a persone erogato dal Ministero dell’Interno. Noi che adoriamo giocare ancora al Monopoli sappiamo che i milioni di euro diventerebbero quasi 25 per 100 minori e oltre 36 per 150 extracomunitari al di sotto dei 18 anni. Un affare colossale sotto l’aspetto economico, per tacere degli effetti elettoralistico-occupazionali che ricadrebbero sui politici, “grand commis” dell’affare. A Mineo, vale la pena ricordare, il partito del ministro Alfano e del sottosegretario Castiglione ha ottenuto consensi “bulgari” grazie al turbo delle assunzioni fatte al Cara. Un argine alla fusione, a dire il vero, aveva provato a metterlo il vecchio ‘CdA’ della “Casa delle Fanciulle, Gesù, Giuseppe e Maria”, presieduto dal sacerdote Pietro Longo. Il 21 ottobre del 2014, con una argomentata delibera, si era detta contraria. “Lo spirito dei benefattori del Gesù e Maria – hanno scritto a muso duro – non era proprio quello di spogliarsi dei propri patrimoni di famiglia per poi lasciarli disperdere a beneficio di altri enti”.Due anni dopo, il Commissario straordinario dà il proprio assenso,  pur prendendo atto del diniego alla fusione manifestato dal vecchio CdA. Tra le giustificazioni addotte, il Commissario fa riferimento all’inconsistenza delle azioni promesse dal Comune di Adrano per la riconversione dell’immobile: “Mai definito, né tanto meno sottoscritto, un protocollo d’intesa tra i due enti”.
Alla Casa dei Bambini, invece, la fusione piace assai. Sarà per questo che il 27 giugno del 2012, appena due giorni dopo la ricezione della richiesta dell’assessorato, il presidente pro-tempore, Nunzio Nasca, e i consiglieri Chiara Longo e Angelo Auteri, danno la disponibilità alla fusione per incorporazione.
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