Ieri sera è tornato a riunirsi il Consiglio comunale di Adrano. Premettiamo subito che chi, come noi, dovesse decidere di seguire l’attività consiliare, si troverà a respirare un clima di “tensione” determinato, crediamo, da comizi elettorali e spazi autogestiti che forse sarebbe ora di lasciarsi alle spalle per aprire una fase nuova per la nostra città. Anche perchè tutto ciò rallenta e pregiudica i lavori d’aula, già notevolmente compromessi da risate, schiamazzi e disordini vari che fanno assomigliare il tutto ad una sorta di “comparsata” ed andrebbero almeno limitati, soprattutto per conferire un maggiore decoro a quella che dovrebbe rappresentare una delle Istituzioni fondamentali.

Sarebbe dovuto tornare in aula il “Programma Costruttivo cooperative Celad e La Villetta, approvazione in variante“, che nell’ultima seduta aveva suscitato non poche polemiche tra maggioranza ed opposizione a causa del venir meno in aula del numero legale. Il condizionale è d’obbligo dato che il punto all’o.d.g. è stato subito ritirato, come comunicato dal Presidente Brio, senza addurre motivazioni. Tutto ciò ha scatenato la dura critica del gruppo consiliare del Pdl che, prima con il proprio capogruppo Gullotta, poi con altri rappresentanti (tra tutti il consigliere Alongi) ha condannato l’operato della maggioranza e soprattutto del Presidente del Consiglio, dando vita ad un botta e risposta che si è trascinato per quasi due ore (e che tralasciamo volentieri).
All’ordine del giorno c’era anche la “Determinazione opere abusive ditta Scaduto Stefano e Montalto Provvidenza – inesistenza interessi pubblici”. In questo caso il Consiglio (con voti della maggioranza) ha dato mandato ai tecnici comunali di valutare le situazione similari che riguardano il territorio adranita, in modo poi da poter procedere in maniera univoca.

Anche in questa seduta il punto più “caldo” è stato rappresentato dalla mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio, Giuseppe Brio, presentata (per la seconda volta) dai consiglieri del Pdl, i quali, ormai da mesi chiedono al loro ex compagno di partito di dimettersi da tale carica dopo la presa di distanza dal gruppo (il Pdl) che ne determinò l’elezione nell’agosto 2008. Brio, che sembra ostinato ad andare avanti all’infinito (visto che il Pdl ha comunicato che proporrà questa mozione ad ogni Consiglio), ha negato (citando lo Statuto) che la votazione avvenisse a scrutinio segreto, come richiesto dal Pdl e, successivamente, ha potuto tirare un sospiro di sollievo quando la maggioranza (lui compreso) si è astenuta, confermandolo (e confermandosi) di fatto alla presidenza del consesso. Vedremo quanto potrà durare questa situazione, che di fatto rallenta i lavori del Consiglio. L’impressione (o la certezza) è che Brio stia al suo posto solamente perchè “rimuoverlo” significherebbe creare tensioni all’interno di una maggioranza troppo eterogenea, in cui ciascuno dei partiti coinvolti avanzerebbe pretese per ottenere la Presidenza. La posizione più traballante sembrerebbe quella del Pd, fino a qualche mese fa in aperto contrasto con il Presidente Brio ed adesso costretto ad ingoiare il rospo per non compromettere gli equilibri.
Infine, come previsto, è stato respinto pure il punto (sempre presentato dal Pdl) in cui si chiedeva di dare mandato all’amministrazione comunale di ricorrere contro la nomina del commissario regionale per la definizione della TIA 2010. A questo punto attendiamo (con poco entusiamo) le “bollettone” che presto svuoteranno le nostre tasche!

Vi lasciamo con due riflessioni.

Primo. Perchè non agire come a Biancavilla, in cui il Consiglio Comunale ha stabilito che la tariffa va calcolata in base all’anno 2003, invece che lasciare carta bianca ad un commissario regionale nominato da un Presidente della Regione al cui partito stiamo forse pagando un prezzo eccessivamente elevato?
Secondo. Sembra certo che a breve i coordinatori del Pdl in Sicilia, Castiglione e Nania, nomineranno i coordinatori provinciali (e da qui quelli comunali). La situazione ad Adrano è a dir poco ingarbugliata, con due Pdl: da un lato quello “lealista”, col gruppo consiliare che fa riferimento all’on. Mancuso, dall’altro il Pdl(-Sicilia?) del Sindaco Ferrante che, stando alle dichiarazioni del proprio coordinatore locale (Di Marzo) guarderebbe con interesse al Pdl-Sicilia di Miccichè e dei “finiani” ex AN ma ha di fatto dei riferimenti regionali come l’onorevole Pogliese (vice-capogruppo Pdl all’Ars) che sono parte integrante del Pdl “lealista”. A chi andrà dunque il coordinamento del partito a livello locale? E’ certo che tutto dipenderà dal chiarimento a livello regionale (e forse nazionale) che dovrà avvenire in un partito a dir poco spaccato ma si comprende come questa risposta influenzerà in maniera decisiva il futuro politico della nostra città. Di certo una maggiore chiarezza contribuirebbe a semplificare un quadro politico che è spesso difficile da far comprendere a chi vorrebbe avvicinarsi alla politica ma viene sempre più ad allontanarsi a causa di dinamiche poco chiare.
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