fonte: lasicilia.it

PALERMO – Al termine di una maratona a sala d’Ercole, cominciata alle 10.30 di venerdì e sviluppatasi per circa 30 ore di fila, l’Assemblea Regionale Siciliana, alla cui presidenza si sono avvicendati il presidente Francesco Cascio e i vicepresidenti Santi Formica e Camillo Oddo, sono stati approvati la finanziaria e il bilancio della regione per il 2010.
Il bilancio ammonta complessivamente a 27 miliardi e 196 milioni di euro, mentre la manovra finaziaria è di circa 800 milioni di euro.
Nella votazione finale il bilancio ha ottenuto 50 voti favorevoli, 26 contrari e una astensione; la finanziaria è passata con 51 voti a favore, 24 contrari e un voto di astensione. Hanno annunciato il voto favorevole i capigruppo del Pd Antonello Cracolici, del gruppo Pdl Sicilia Giulia Adamo, del Mpa Francesco Musotto. Hanno dichiarato di votare contro i presidenti dei gruppi parlamentari dell’Udc Raimondo Maira, del Pdl Innocenzo Leontini e del gruppo misto Maria Anna Caronia.
Tra i provvedimenti più importanti contenuti nella finanziaria vi sono la ripubblicizzazione dell’acqua, le proroghe dei contratti triennali dei 3.200 lavoratori ex Pip (Piani di inserimento professionale); l’avvio della fase che tende alla stabilizzazione dei 4.500 lavoratori precari dell’amministrazione regionale. E ancora gli interventi per l’industria a Termini Imerese; i provvedimenti in sostegno delle cooperative agricole e edilizie; le misure per il trasporto aereo; l’abbattimento del ticket sanitario sulla diagnostica e sugli esami di laboratorio per le famiglie a basso reddito; l’eliminazione delle pensioni d’oro; l’istituzione delle zone franche urbane; gli interventi per sviluppare la scolarizzazione nelle zone a rischio.
Soddisfatto il Presidente Lombardo: “Siamo riusciti ad ottenere cose importanti per la Sicilia. In primo luogo sono state date risposte al mondo del lavoro attraverso provvedimenti concreti per una parte consistente del precariato isolano e con il credito d’imposta per l’occupazione, due scelte che rappresentano un segnale importante per l’intero settore. In secondo luogo si sono varate, in chiave regionale, le zone franche urbane, che contribuiranno ad alleggerire la pressione fiscale sulle imprese. Si tratta di una opportunità data al sistema economico siciliano di utilizzare agevolazioni e sgravi fiscali. In tema di agricoltura è stato deciso il pacchetto di risorse più consistente degli ultimi anni. Ancora da ricordare la riduzione dei ticket sanitari e l’emanazione della proroga per le cooperative edilizie. Infine è importante anche l’avvio della gestione pubblica delle acque che, insieme alla riforma della gestione dei rifiuti varata qualche mese fa, rappresenta uno degli spunti maggiormente riformatori di questa legislatura”.

Tra le norme più importanti approvate nel corso del confronto di Sala d’Ercole, particolare rilievo assumono quelle che riguardano il credito d’imposta, le misure, cioè, che intervengono in sostegno delle imprese che si impegnano a compiere nuove assunzioni (si tratta di un contributo di 333 euro al mese per ogni nuovo dipendente, per tre anni). Insomma una boccata d’ossigeno importante. C’è però un limite, rappresentato dal fatto che, in atto, il fondo a cui attingere è dieci milioni di euro per il 2010 e di trenta per il 2011-2012. Una somma troppo bassa per soddisfare tutte le richieste previste. Così all’unanimità, su richiesta del segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo, è stato sottoscritto un documento in cui si chiede al governo ed all’assessore Michele Cimino di reperire ulteriori fondi per il credito d’imposta.
Si tratta di una normativa fortemente voluta dall’on. Nino D’Asero, vicepresidente della Commissione Bilancio, che l’ha definita “una legge che diventerà motore portante per l’economia e l’occupazione nell’Isola, una legge che darà respiro alle imprese siciliane e creerà molti nuovi posti di lavoro. Si tratta di una norma, questa contenuta nella Finanziaria, che io ho fortemente voluto e le qualità indiscusse della quale ho perorato prima in commissione e poi in Aula”.
Le dichiarazioni dell’on. Lupo, segretario regionale del Pd, che aveva tentato di rivendicare la paternità di tale normativa, sono state subito “stroncate” sul nascere da varie prese di posizione (da parte dell’on. Limoli e di altri) che hanno riconosciuto D’Asero come promotore della legge sul credito d’imposta, della quale è stato anche relatore.

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