Sono inserite nel laboratorio di falegnameria “Laborlegno” presso la struttura residenziale Cta Jfk di Adrano. I loro lavori, tra cui piccoli telai per la produzione del miele, stanno entrando a poco a poco nel mercato

Lavorare il legno per sette disabili, assistiti nella struttura residenziale Cta Jfk di Adrano, in provincia di Catania, sta diventando una vera passione che presto potrebbe diventare anche un impegno lavorativo a tutti gli effetti. Questo è quello che si augurano il responsabile sanitario del Cta, Vera Trassari, ed il responsabile del laboratorio, Sergio Del Campo. Il laboratorio di falegnameria, che impegna disabili tra 30 e 50 anni, è nato lo scorso anno nell’ambito dei percorsi terapeutici della comunità e si autofinanzia. I piccoli lavori prodotti sono stati proposti, a poco a poco nel mercato esterno attraverso la collaborazione con alcuni negozi, la comunità Papa Giovanni XXIII e la Rete Sol.Co Catania. Tra i lavori c’è la realizzazione di piccoli telai utilizzati per la produzione del miele e di alcune casette per i furetti commissionate da un negozio di animali.

“Lo scopo principale è quello di ridare dignità personale e sociale a queste persone attraverso dei percorsi riabilitativi e lavorativi utili per la società – sottolinea Sergio del Campo -. Il loro lavoro, in questo caso, ha una doppia valenza che è, da una parte terapeutica e dall’altra sociale e conoscitiva della persona. L’impegno di questi ragazzi è importante perché li proietta all’esterno valorizzando nel migliore dei modi le loro abilità”. “Percepiamo che in alcuni di loro c’è voglia di reinserirsi nella società, impegnandosi in lavori socialmente utili – continua Sergio del Campo – e forte è il bisogno di una autentica gratificazione psico-sociale. Il laboratorio, sicuramente è un punto di partenza che ci porterà ad attivare altre iniziative per il futuro di queste persone. Il desiderio è quello che con il tempo alcuni di loro possano organizzarsi in una piccola cooperativa, rendendosi autonomi a tutti gli effetti”.
Tra le testimonianze dei disabili impegnati in Laborlegno ci sono quelle di Pietro, Francesco, Alfredo e Alfio. “Trovo questo lavoro interessante – dice Pietro – e mi rende allegro non vedo l’ora di assaggiare il miele che viene prodotto grazie anche ai nostri telai”. “E’ una cosa molto bella lavorare in falegnameria – aggiunge Francesco -, perché ci fa stare bene in quello che abbiamo intrapreso sino ad ora e perché ci fa sentire autonomi all’interno di uno spazio tutto nostro”. “E’ una cosa bella che ci aiuta a stare bene – racconta Alfredo -. Stiamo insieme lavorando e scherzando e con i telai che produciamo ci sentiamo utili e parte attiva nel mondo esterno”. “Questa attività fa svagare i sentimenti – dice pure Alfio -. La collaborazione con la Giovanni XXIII ci ha fatto conoscere persone simpatiche e che si fidano di noi”.
Il progetto ‘Laborlegno’ della struttura residenziale Cta Jfk di Adrano, inserito tra le buoni prassi del meeting sociale etneo, è stato raccontato dal responsabile sanitario Vera Trassari e da Sergio del Campo, nella terza edizione di “More ability for disability” nel corso della tappa catanese del 12° Happening della Solidarietà, organizzato dal consorzio regionale Sol.Co. e dal consorzio Elios Etneo.
Il Cta di Adrano ospita attualmente 40 utenti, tra uomini e donne, tutti con una disabilità di tipo mentale di vario livello. All’interno della comunità residenziale oltre al laboratorio di falegnameria c’è quello di ortocultura, di musico-terapia e plastico-manuale. Le persone assistite sono divise in tre gruppi in relazione al tipo di disabilità psichica: quello riabilitativo e attivo per un eventuale reinserimento lavorativo; quello riabilitativo e assistenziale; quello esclusivamente assistenziale.
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